Iperplasia e ipertrofia gengivale indotta da farmaci

Si sente assai raramente parlare di ipertrofia e di iperplasia gengivale, trascurando il fatto che, pur essendo processi fisiologici con bassa incidenza, possono comunque verificarsi, determinando un visibile aumento del volume delle gengive, oltre che un loro indolenzimento. Daremo di seguito alcune delucidazioni di interesse comune, per conoscere meglio la natura del fenomeno e le sue possibili soluzioni.

Affermare che con l’iperplasia aumenta il tessuto gengivale, significa sostenere che a crescere è il numero di cellule che lo compone. Questo rigonfiamento è destinato a provocare una sensazione di estremo fastidio, e in alcuni casi, ad alimentare sanguinamenti ed infiammazioni gengivali, sulle quali diventa necessario intervenire. La percezione dolorosa che si associa all’iperplasia risulta piuttosto variabile per intensità e durata. Ad essa si accompagna un disagio che si intensifica durante la masticazione, e che rende più complesse le normali operazioni di pulizia orale, concorrendo ad alimentare ulteriori complicazioni.

Quando invece si fa riferimento all’ipertrofia gengivale, si parla di una problematica per la quale, successivamente al verificarsi di alcuni processi, o all’azione di alcune sostanze sulle pareti gengivali, si determina una crescita della massa cellulare che compone il tessuto delle gengive, incrementandone di conseguenza, anche il volume. È curioso apprendere che con questo stesso criterio, molti sportivi ricorrono all’ipertrofia per ampliare la propria massa muscolare nel corso del loro allenamento fisico. Come per l’iperplasia, l’ipetrofia provoca fastidio e disturbo nel paziente, inibito nella conduzione delle proprie abituali attività. 

QUALI SONO LE DIFFERENZE TRA IPERPLASIA E IPERTROFIA?

Pur avendo molti aspetti comuni, soprattutto in riferimento ai loro effetti sui pazienti, iperplasia e ipertrofia sono caratterizzate da un diverso meccanismo di crescita della massa gengivale. Nell’iperplasia, il numero delle cellule lievita velocemente, determinando uno sviluppo repentino del tessuto delle gengive che può spingersi in alcuni casi, fino a nascondere i denti. È proprio questo meccanismo, definito “adattativo”, che induce sensazioni dolorose e fastidiose che si accentuano, laddove il soggetto coinvolto cominci a toccarsi le gengive e tralasci lungamente di ricorrere al dentista, l’unico in grado di suggerirgli come intervenire. Quando invece le gengive sono coinvolte dall’ipertrofia, non è il numero delle cellule tissutali a crescere, bensì la loro dimensione. Esse vanno attenzionate perché considerate “labili”, cioè capaci di moltiplicarsi. Con l’espansione del volume, si manifesta la medesima sintomatologia dolorosa e fastidiosa dell’iperplasia. Ciò nonostante, sono meccanismi che coinvolgono cellule diverse. Capitolo a parte meritano poi le cellule “stabili” che possono interessare entrambi i fenomeni, perché indirizzate sia a lievitare in quantità che di dimensione.

QUALI SONO LE CAUSE?

Come abbiamo già accennato, l’ipertrofia e l’iperplasia sono fenomeni, il cui meccanismo avviene per adattamento, modificando le dimensioni del tessuto cellulare, attraverso l’azione che esercitano su di esso. All’origine di entrambi i problemi possono esserci diverse motivazioni: quella che appare come la più diffusa, e per la quale si procede ancora oggi con numerosi approfondimenti, è l’azione interattiva che alcuni farmaci sono in grado di esercitare sulle cellule del tessuto cellulare gengivale, modificandole e alterandole. I ricercatori, partendo dall’analisi del tipo di trattamento farmacologico intrapreso, della sua durata, della posologia, della concentrazione plasmatica e delle condizioni di salute del soggetto coinvolto, sono riusciti a identificare diversi dati interessanti, tra i quali, la variabilità del fenomeno in pazienti che assumono il medesimo farmaco, ma che presentano caratteristiche specifiche differenti. Frutto importante di questi lunghi ed approfonditi studi è stata la rilevazione dei principali farmaci, responsabili dell’iperplasia e dell’ipertrofia gengivale: immunodepressori, antiepilettici, acido tranexamico e calcio-antagonisti. Questa scoperta potrebbe però trarre in inganno i lettori, i quali potrebbero spontaneamente ritenere che eliminare la causa del problema, ovvero, sospendere l’assunzione di questi farmaci, equivarrebbe automaticamente a curarlo. Questa ipotesi è da considerarsi solo parzialmente vera, poiché come già anticipato, l’assunzione prolungata di questi farmaci rappresenta la causa principale, ma non la sola. Certamente una cura sciatta ed approssimativa della propria igiene orale può influire sensibilmente sulla comparsa di entrambe le condizioni che, è bene ricordare, possono coinvolgere pazienti di ogni tipo, genere ed età, con particolare incidenza negli ultra cinquantenni, e per un tempo piuttosto variabile che può spaziare da poche settimane a diversi mesi.


COME SI MANIFESTA?

Risulta chiaro ormai che in caso di ipertrofia o iperplasia gengivale, ciò che salta immediatamente all’occhio dell’osservatore è un sensibile aumento del volume delle gengive che, ingrossandosi, può addirittura arrivare a coprire parzialmente la superficie dentale. Al dato estetico si associano i disturbi: dolore variabile, arrossamento e sanguinamento gengivale. Tutti questi fattori, piuttosto fastidiosi, intervengono negativamente sia sull’azione masticatoria che sulla possibilità di procedere agevolmente con le normali pratiche di pulizia orale, contribuendo ad alimentare ulteriori patologie dentali. Va inoltre considerato che la crescita delle cellule che compongono il tessuto gengivale, oltre ad incrementarsi in quantità e volume, può anche dar vita allo sviluppo di tessuto extracellulare che contribuisce a dilatare ulteriormente le dimensioni delle gengive.

IN CHE MODO SI CURA?

Ogni valida terapia nasce come sempre nell’ambito della prevenzione. Dedicare le giuste attenzioni quotidiane all’igiene orale, intervenendo regolarmente dopo ciascun pasto, è un ottimo rimedio contro il verificarsi di ipertrofia e iperplasia gengivali. Ciò comporta l’importanza di introdurre nella pratica, oltre ai comuni spazzolino e dentifricio, filo interdentale e collutorio, per esser certi di rimuovere efficacemente la placca batterica e i residui di cibo che si annidano negli interspazi dentali. Questa procedura si rivela valida e sufficiente per fronteggiare fenomeni per i quali, i disagi percepiti sono piuttosto blandi. Per fare fronte invece a situazioni più serie, per le quali occorre ridurre sensibilmente il volume delle gengive, è necessario richiedere il supporto odontoiatrico che potrà prevedere sia un approccio di tipo chirurgico che mediante tecnologia laser. Sul dolore intanto, agiscono abbastanza bene i farmaci antidolorifici e per le terapie farmacologiche, l’attenzione è volta anche ad individuare la molecola adatta al singolo caso, capace di produrre risultati positivi.
Per quanto poco diffuse, laddove si manifestino ipertrofia e iperplasia vanno tenute nella giusta considerazione, per evitare che possano dare luogo a fenomeni patologici gravi. Ecco perché è fondamentale seguire scrupolosamente un buon sistema di pulizia dentale, standardizzando le procedure, e facendo appello a validi strumenti di igiene. Questo rappresenta già da solo un efficace sistema preventivo. Quando però la prevenzione non risulta sufficiente e il problema compare, affidarsi repentinamente alle cure del dentista diventa l’unica strada percorribile.