Mondo Prevenzione: Crioconservazione delle cellule staminali da polpa dentale


Avere l’opportunità di prelevare e custodire le cellule staminali dalla polpa dentale rappresenta un vantaggio preziosissimo, di cui troppo spesso si ignora l’importanza: è un’operazione straordinaria che mette ciascun soggetto nell’immediata e costante disponibilità di uno scrigno di cellule impiegabili in terapie cellulari, anche dopo diversi anni, poiché possono essere conservate nel tempo.

Lo Studio Buda si pregia di essere sempre al passo con i tempi e i cambiamenti, proponendosi in alcuni casi come precursore nell’introduzione di tecniche d’intervento innovative, ed affidando il proprio lavoro a tecnologie costantemente all’avanguardia nel settore odontoiatrico. Questa prerogativa, punto di forza di ogni nostro piano terapeutico e di ogni iniziativa legata alla prevenzione ci consente, con grandissimo vanto, di dedicare proprio alla prevenzione la principale area di attività dello studio, in collaborazione con un’equipe di rinomati specialisti, impegnati in vari settori medici. Tale impegno ci ha condotti ormai da tempo ad offrire ai piccoli pazienti e alle loro famiglie l’eccezionale possibilità di effettuare il prelievo delle cellule staminali, prelevandole dalla polpa di un dente estratto. Per darvi la misura e per significarvi l’enorme rilievo di questa pratica, vi illustriamo meglio di seguito in cosa consiste. 

COSA SONO LE CELLULE STAMINALI?

L’organismo umano è costituito da diversi organi formati da vari tessuti biologici, a loro volta costituiti dall’insieme organizzato delle cellule. Quando ci riferiamo alle cellule staminali, contempliamo una tipologia di cellule che risiedono all’interno di ogni organismo vivente e che non sono specializzate. Esse sono dotate di “potenza”, ovvero della duplice capacità di riprodursi per divisione cellulare e di specializzarsi in una delle 200 tipologie cellulari presenti all’interno dell’organismo, caratteristica che attira ormai da anni i ricercatori di tutto il mondo, i quali ne studiano e ne analizzano attentamente e minuziosamente le evoluzioni, per comprendere in quale modo applicarle negli interventi rigenerativi dei tessuti umani. Questa tipologia di cellule può essere impiegata con enorme successo nel trattamento di traumi, patologie e invecchiamento cellulare, sostituendo, incrementando o avviando la produzione di matrici o di molecole essenziali dalle cellule danneggiate. Negli ultimi anni sono stati rilevati ottimi risultati applicativi nella lotta contro i tumori, nella cura delle malattie neurologiche, immunologiche, genetiche, cardiache, pancreatiche, degenerative e di quelle legate all’attività del fegato. Inoltre, i numerosi approfondimenti condotti ci inducono a ritenere che il loro raggio d’azione e di efficacia sia molto più ampio di quello fino ad ora individuato.

QUALI CARATTERISTICHE HANNO LE CELLULE STAMINALI PRESENTI NELLA POLPA DENTALE?


All’interno della polpa dentale risiedono cellule staminali mesenchimali, facilmente prelevabili. Le sperimentazioni effettuate hanno dimostrato che esse sono in grado di differenziarsi all’interno di vari circuiti, diventando di volta in volta adipociti, epatociti, osteoblasti, condrociti, neuroni, miociti, risultando risolutive nell’approccio di diverse condizioni patologiche. Numerosissime sono quelle presenti sia nei denti decidui che in quelli di un adulto e possono differenziarsi nei tessuti nervosi, muscolari, epidermici, cartilaginei, adiposi, ecc., fornendo un contributo fondamentale per sanare i tessuti malati o danneggiati. Ne consegue che conservare i denti da latte o i denti sani di un adulto può rappresentare una strategia efficace per la salvaguardia della salute.

IN QUALI TRATTAMENTI POSSONO ESSERE IMPIEGATE?



Ormai sono piuttosto diversificati i campi di applicazione delle cellule staminali mesenchimali ricavate dalla polpa dentale, preziosissime nell’ambito della medicina rigenerativa e dell’ingegneria tissutale, ottimamente impiegate nel trattamento di:


  • Ictus
  • Alzheimer
  • Parkinson
  • Diabete
  • Patologie del fegato
  • Patologie cardiovascolari
  • Lesioni spinali
  • Riparazione delle articolazioni ossee 

Esse si rivelano continuamente un’eccezionale risorsa che può mettere al sicuro la salute presente e futura di ciascun individuo, laddove necessitasse di terapie cellulari. Gli studi e la ricerca proseguono e nuovi scenari si affacciano sull’orizzonte medico, confortandoci circa la possibilità di individuare nuove cure per il trattamento di patologie ancora inesplorate, per le quali la biocompatibilità diventa un requisito indispensabile. Infatti per moltissime disfunzionalità, il pericolo di rigetto dei tessuti trapiantati è sempre in agguato, ecco che in questi casi la soluzione ideale è l’impiego di cellule autologhe, ovvero prelevate dal paziente coinvolto.


DA QUALI DENTI POSSONO ESSERE ESTRATTE?

Nel caso in cui le cellule staminali vengano prelevate nei piccoli pazienti, si procede operando sui denti decidui, (quelli da latte), sia nel corso di un’estrazione che in seguito alla loro naturale caduta. Intervenendo invece su pazienti adulti, si opera su molari o premolari sani che vengono estratti per facilitare trattamenti ortodontici, quando sono inclusi o malposizionati.


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